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Ci piace definire la realtà. Utilizziamo un numero ridotto di parole, sempre le stesse. Descriverla è una cosa diversa: serve la fantasia.

Un asciugamano alla finestra dell'appartamento di una coppia di vicini.

Non possono avere sudato tanto per il caldo. Devono avere fatto altro. Alle tre del pomeriggio? Alle tre, sì.

Si permettono di tutto. Non c'è più religione.

Ci piace commentare. Siamo nati commentatori. Scambiamo la noia di questo esercizio per un'avventura.

La stessa noia che prende leggendo i commenti, gli editoriali dei quotidiani. Sono diventati prediche. Di quelle che si fanno in chiesa. Non dovrebbe essere.

Hanno infilato la medesima scorciatoia: buoni di qua, cattivi di là. Peccatori e assolti. Astuti e imbecilli.

La definizione ha avuto la meglio sulla descrizione della realtà.

Quei due che appendono l'asciugamano alla finestra, ogni pomeriggio. Sono due che sudano. Sicuramente astuti. O imbecilli. Senza dubbio peccatori.

E quell'infinità di cose che andrebbero raccontate ancora. Su di loro.