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Con la Pasqua che arriva siamo di nuovo costretti a celebrare l'appropriazione indebita del linguaggio (delle parole) da parte di chi conosce soltanto l'iperbole, per l'ignoranza del resto. Restiamo, nell'assenza indotta e anche corteggiata del pensiero, ostaggi dell'offensiva stragista dello stetoscopio e del microscopio. Moriremo tutti! Bella scoperta. C'è Fotosera.

Non importa la vostra geolocalizzazione. In altre parole, dove siete, dove state. È tutto uguale ovunque.

La prevalenza dello stetoscopio e del microscopio ha prodotto una riduzione terrificante della facoltà che abbiamo di sentirci vivi. Di vivere. Attraverso strumenti diversi.

Ci hanno chiesto di cedere (e abbiamo ceduto) alla trasformazione della diagnosi localizzata nel tempo (il colesterolo ogni sei mesi, la pressione, gli zuccheri, la prostata, l'intestino, il seno, l'utero, il cuore, i polmoni, i reni, il fegato, lo stomaco, la vista, l'udito, quello che volete) in un tempo trasformato in verdetto permanente.

Siamo perduti.

È Pasqua ed eccoci di nuovo costretti a celebrare l'appropriazione indebita del linguaggio (delle parole) da parte di chi conosce soltanto l'iperbole, per l'ignoranza del resto.

Mi chiedete di essere esplicito?

Lo sarò.

Medici, politici and so-called journalists hanno portato a termine un colpo di stato linguistico, utilizzando armate patacca.

A loro, le terre geografiche della distesa meravigliosa che definiamo espressione continueranno a essere incognite.

Siamo accondiscendenti e li abbiamo lasciati fare.

Restiamo, nell'assenza indotta e anche generalmente corteggiata (per non dire auspicata) delle barricate del pensiero, ostaggi di una offensiva stragista.

Moriremo tutti!

Bella scoperta.

(g. g.)