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Siamo in attesa del super incontro fra il presidente Usa Donald Trump e quello nordcoreano Kim Jong-un il 12 giugno a Singapore.

Ci hanno detto che dipende tutto da quel summit: la nostra salute, ciò che ne facciamo e faremo, l'aumento di salario, il risultato delle radiografie, delle analisi, della risonanza, dell'ecg sotto sforzo, la fine che sarà riservata alla candidatura per un posto di lavoro, il matrimonio, la relazione, quella che non è nemmeno ancora una relazione, ma una sorta di avanscoperta, roba da guastatori, un'incursione oltre la prima linea, chiamiamola un primo passo (ma come si fa a sentirsi così a 40 anni?) e quindi se lei dirà di sì o di no, e lui cosa dirà se dirà qualcosa (di solito parla poco), dipende tutto da Donald e da Kim, dipende da loro anche se le medicine faranno effetto, se lo faranno il jogging, la ginnastica, pilates, se verranno giù questi chili (venite giù che da domani hanno dato bello, quindi è estate!), se ce la faremo a ridere. E a vivere.

Siamo in attesa dei Mondiali, il 14 giugno: dicono che molto dipende anche da loro.

Siamo in attesa della fotografia del sabato, che sarà pubblicata domani su FdR. Anche se da lei non dipende nulla.

Siamo in attesa di capire come finisce l'istantanea pubblicata sopra.

Finisce così. E qui.

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