La brutta aria
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Tira una brutta aria in Europa. Un’aria di intimidazione, censura e bavaglio. Lo dimostra il caso dell’ex colonnello dei servizi segreti militari svizzeri e analista strategico, Jacques Baud. A causa delle sue analisi e opinioni sul conflitto fra Russia e Ucraina è stato inserito dall’Unione europea nella lista di persone colpite da sanzioni, con congelamento dei beni e divieto di viaggiare nell’UE. La libertà va difesa, sempre. Difendiamola!
Secondo Bruxelles, Jacques Baud sarebbe “responsabile di mettere in atto azioni o politiche attribuibili al governo della Federazione russa che compromettono o minacciano la stabilità o la sicurezza di un paese terzo (l’Ucraina), o di sostenere tali azioni o politiche, tramite l’uso della manipolazione delle informazioni e delle ingerenze”. Il provvedimento è stato preso su proposta dell’Alta Rappresentante degli Affari Esterni della Ue, Kaja Kallas.
L’ex colonnello ha pubblicato in Francia numerosi libri sul conflitto russo-ucraino. Le sue posizioni sono critiche della versione ufficiale della guerra in Ucraina e dell’aggressione russa, diffuse dall’Unione europea e dalla stampa ufficiale. È spesso intervistato da canali Youtube nei quali si ottengono analisi strategiche diverse da quelle consolidate e date per indiscutibili.
La lettura di Jacques Baud non si discosta da quella prodotta dal professor John Mearsheimer dell’Università di Chicago e del professor Jeffrey Sachs della Columbia University, né tantomeno da quelle di studiosi e diplomatici occidentali venuti prima.
È gravissimo che, nel dare questa notizia, i media svizzeri – da RSI / SRG-SSR alla NZZ – riprendano senza virgolettato la posizione di Bruxelles, secondo la quale le trasmissioni a cui l’ex colonnello partecipa sono filorusse.
Per la Svizzera e per tutti noi, accettare tacitamente la decisione dell’UE equivarrebbe a tollerare un clima da legge marziale e persecuzione della libertà di opinione che ha fatto la prima vittima illustre.
Jacques Baud deve poter essere libero di presentare le sue analisi e di sostenere le sue opinioni, anche se – e anzi, proprio perché – a molti non piacciono e contraddicono la vulgata.
Vorremmo tanto sentire dalla Confederazione, dal Ministero degli esteri e dai media svizzeri una parola non asservita.
(gianluca grossi)
Nel frattempo è emerso che le sanzioni sono un'iniziativa della Francia. Vedi il post su X del Ministro degli esteri.
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