Cric crac
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Lo sentite il rumore del mondo? Fra cric crac. Come la superficie di un lago ghiacciato sul quale è stato puntato un enorme fon. Immense isole gelate cominciano a derivare, risvegliate dal sonno profondo nel quale giacevano. È il momento opportuno per iniziare a capire. Si capisce soltanto dalla fine di qualcosa. In questo caso dall’illusione – quasi sempre ipocrita – del mondo perfetto, delle intenzioni virtuose e degli ideali lucenti, posti lassù, in alto, in alto. Nell’altissimo.
La verità sta sempre in basso. È necessario sporcarsi di bugie, raggiri, sotterfugi , prepotenze, violenza e inganni per vederla. Il tempo, incerto e tempestoso, che attraversiamo è il tempo della verità osservata senza abbassare gli occhi o posarli su un fantasma.
È il tempo del pensiero e della parola, liberi di scatenarsi e di dire non più quelli che dovremmo essere, ma descrivere con una precisione meticolosa quelli che siamo.
Dall’Ucraina al Venezuela non rimane intatto un solo valore al quale, fino a ieri, è stato affidato il compito di tuonare a ogni piè sospinto che siamo diversi. Che siamo degli altri.
Non lo siamo.
Per quanto incerta e spaventosa, questa è un’epoca di verità. Di grandi verità.
Cric crac.
(gianluca grossi)
ENGLISH VERSION
Crack. Crack.
